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Omega Synchrobeat: let’s Rock

Facciamo un passo indietro nel tempo agli anni Cinquanta, dove il Rock & Roll è sul punto di esplodere. La musica è sempre espresione del tempo e dell’uomo. L’America è appena uscita dalla seconda guerra mondiale, l’economia è in piena espansione e le persone sono felici, hanno più soldi per uscire e divertirsi. Vedono un futuro migliore all’orizzonte.

I ragazzi inseguono i miti di Holliwood come James Dean e si scatenano ascoltando un disco in particolare: “Rock around the clock”. Il pezzo cantato da Bill Haley che ha cambiato la storia della musica e ha fatto nascere il Rock. Siamo nel 1954 il Rock è una religione e di lì a poco Elvis Presley si trasformerà nel suo profeta. La musica Rock e la “Beat” generation accompagneranno i giovani per molti anni a venire.

Omega in perfetto tempismo annuncia quindi il suo “Beat”, il Synchrobeat. In quei favolosi anni ’50 Omega aveva già introdotto il primo “Magic Eye” per la rilevazione dei tempi nelle gare olimpiche e come casa orologiera simbolo per la precisione annuncia questa novità.

La complicazione “Dead Second” rappresenta lo spirito del tempo nell’orologeria dei primi anni Cinquanta, per poi trasformarsi rapidamente in un imbarazzante recall dell’intera produzione quantomeno per Omega e Rolex.

I Rolex “Tru-Beats” furono inviati alla Rolex per la riparazione ma furono invece privati della complicazione. Gli Omega Synchrobeat furono richiamati per “problemi di lubrificazione”, ma più probabilmente un evento scaturito dalla progettazione causò problemi di usura precoce.

Ciò comporta che la stragrande maggioranza della produzione non esista più. Se sommiamo a questo che ne sono stati visti almeno una dozzina in cataloghi d’asta più gli esemplari posseduti dai collezionisti, il mito che ne siano sopravvissuti solo poche decine non è del tutto infondato.

Considerata l’epoca (siamo nel 1953) il prezzo di 375 $ per un Synchrobeat è senz’altro un investimento importante e questo sicuramente ha fatto si che non tutti gli esemplari siano stati utilizzati con continuità dai primi proprietari.

Il calibro 372 è stato un primo tentativo di miniaturizzazione di una complicazione “jump second” di un orologio da polso e può essere considerato all’interno della produzione Omega come uno dei rarissimi errori di progettazione del dopoguerra. Quindi la sua storia è da considerarsi comunque unica e di conseguenza essa attribuisce quel valore aggiunto in termini di quotazioni d’asta che spesso è fonte di polemiche.

Gli Omega Synchrobeats valgono quello che si è disposti ad offrire, come dimostra l’enorme cifra (21,900 €) realizzata per il lotto 63 dell’asta Omega-mania (Antiquorum, Ginevra aprile 2007), oggi spesso denominata “Omega-Hysteria”.

Sono stati prodotti 1000 esemplari di Synchrobeat dal 12.201 al 12.202 destinati al mercato americano l’esemplare in questione quindi appartiene alla periodo centrale della produzione come si evince dal seriale 12.201.4 e dalle lettere OXG (produzione pro USA) impresse sulla cassa. Si tratta di un orologio perfetto, un caso veramente raro di conservazione, vedere per credere…

Let’s step back in time to the fifties, where the Rock & Roll is about to explode. The music is always expression of time and man. America has just emerged from World War II, the economy is booming and people are happy, they have more money to go out and have fun. They see a better future on the horizon.

The boys chase the myths of Hollywood as James Dean and wild listening to a particular disk: “Rock around the clock”. The song sung by Bill Haley who changed the history of music and gave birth to the Rock. We are in 1954, the Rock is a religion and soon Elvis Presley will turn in his prophet. Rock music and the “Beat” generation will accompany young people for many years to come.

Omega in perfect timing then announces his “Beat”, the Synchrobeat.

In those fabulous 50s Omega had already introduced the first “Magic Eye” for the detection of the times in Olympic events and as a symbol for precision watchmaking announcing this news.

The complication “Dead Second” represents the spirit of the time in watchmaking of the early fifties, and then quickly turn into an embarrassing recall of the entire production for at least Omega and Rolex.

The Rolex “Tru-Beats” were sent to Rolex for repair but instead were deprived of complication. The Omega Synchrobeat were recalled for “lubrication problems”, but more likely an event that follows the design caused problems of premature wear.

This implies that the vast majority of production no longer exists. If we add to this that have been seen at least a dozen more in auction catalogs specimens owned by collectors, the myth that they have survived only a few dozen is not entirely unfounded.

Given the era (we are in 1953) the price of 375 $ for a Synchrobeat is certainly a major investment and this certainly has meant that not all the specimens have been used continuously from the first owners.

The caliber 372 was a first attempt to miniaturize a complication “second jump” to a wristwatch and can be considered within the production Omega as one of the very few post-war design errors. So his story is still to be considered unique and therefore it gives that added value in terms of auction prices, which is often a source of controversy.

The Omega Synchrobeats worth what you are willing to offer, as evidenced by the huge amount (€ 21.900) made for lot 63 auction Omega-mania (Antiquorum, Geneva, April 2007), now often referred to as “Omega-Hysteria.”

Were produced 1000 units of Synchrobeat 12201-12202 for the American market the specimen in question therefore belongs to the middle period of production as evidenced by serial 12.201.4 and letters OXG (production pro USA) impress on the chest. It is a perfect watch, a really rare case of conservation, see for yourself …

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