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Porsche 964 Speedster: a caccia del mito

Quando negli anni ’50 l’importatore americano della Porsche Max Hoffmann, assoluta autorità cui i vertici Porsche tenevano particolarmente, chiese per il mercato USA una versione della 356 Cabriolet più leggera e anche più economica che potesse passare dalle strade cittadine ai circuiti improvvisati dove spesso in quegli anni ci si vedeva per delle corse nel week end, nessuno si aspettava la nascita di un mito: la Porsche Speedster.

Il mito fu incensato dalle dichiarazioni amorose di personaggi del calibro di James Dean che poi, passato alla 550 Spider, ci lasciò per sempre in uno schianto fatale. La 356 speedster aveva un parabrezza molto basso e una capote Molto più sottile per ridurre il peso ma anche così fragile da Da temere di romperla nell’utilizzarla. Sembra che i concessionari Porsche augurassero ai nuovi utilizzatori della Speedster grandi giornate di sole…

 

A quasi trent’anni di distanza nel 1983, partendo dalla Carrera cabriolet, la Porsche realizzò una nuova versione della mitica Speedster. Caratterizzata dal solito parabrezza basso, dai vetri laterali amovibili e dalle portiere molto leggere essendo state private dei meccanismi di movimento dei cristalli. Naturalmente, come la progenitrice, erano assenti i sedili posteriori e la voluminosa capote. Anche questa ovviamente concepita quasi esclusivamente per il mercato americano. La cosa curiosa però è che questo progetto rimase chiuso in un cassetto per quattro anni. Tenuto al riparo dalle indiscrezioni fino a quando la situazione monetaria internazionale si ristabilì, un prototipo della Speedster riemerse in tempo per essere presentata al salone di Francoforte nel 1987. Dal 1988 entrò in produzione e nel 1993 partirà una seconda serie. La produzione prevedeva due versioni, la normale e la “turbo look”, il motore è un 3,2 lt da 231 cavalli che poteva spingere l’auto fino a 245 km/h.

La più richiesta e di conseguenza quella con i più esemplari prodotti, fu la Turbo Look realizzata in 1910 esemplari contro i 190 della normale. Oggi sul mercato collezionistico è la versione normale ad aver acquisito un valore maggiore, ovviamente a causa della sua maggiore rarità. Guardando oggi una turbo look della prima generazione, si rimane affascinati dai cerchi classici e cinque razze e dai paraurti con le protezioni in gomma adottati sulle Carrera sin dal lontano 1973. Anche l’esperienza di guida è più coinvolgente rispetto alla Carrera, in quanto la scocca più rigida e la minore protezione aerodinamica regalano sensazioni indimenticabili. Anche questa edizione come quella degli anni ’50 vuole essere utilizzata nelle giornate di sole; la difficile impresa cui si è costretti per sfoderare la capote non ripaga il conducente dalle infiltrazioni d’acqua sempre possibili in un auto come questa.

Nel 1993 venne inaugurata la seconda serie (964 Speedster), quasi tutta in versione stretta (normale). Inutile sottolineare che sono tutti andati esauriti immediatamente. La differenza con la prima serie è rappresentata principalmente dal servosterzo e dagli alzacristalli elettrici che aggiungono un po’ di confort al guidatore. Il motore però è un favoloso 6 cilindri 3.6 litri per 250 cavalli e 260 km/h di velocità massima. Il cambio è manuale ma era disponibile anche il Tiptronic. Più che mai in questa seconda versione, la Speedster resta un purosangue ma più facile da domare. Solo 936 esemplari di questa supercar sono stati venduti al mondo di cui 427 negli Stati Uniti, inutile dire che il suo prezzo sia destinato sicuramente a salire…

Meridianae ringrazia per la gentile collaborazione il Dott. Massimo Razzano M. D.

Porsche 964 Speedster: Chasing the myth

When in the 50s, the American Porsche importer Max Hoffmann, (Porsche absolute authority to which the company care particularly) asked for the American market a version of the 356 Cabriolet lighter and also cheaper that could move from city streets to the circuits where people often improvised races over the weekend, no one was expecting the birth of a myth: the Porsche Speedster.

The myth was incensed by the amorous declarations of people like of James Dean who, on a 550 Spider, left us forever in a fatal crash. The 356 speedster had a very low windshield and hood much thinner to reduce weight but also so fragile as to be feared to break in using it. It seems that dealers wanted for new owners great days of sun …

Almost thirty years later, in 1983, starting with the Carrera Cabriolet, Porsche created a new version of the legendary Speedster. Usually characterized by low windshield, side windows removable from the doors very light having been deprived of the movement mechanisms of the crystals. Of course, as the progenitor, were absent from the rear seats and the voluminous hood. Although this is obviously designed almost exclusively for the American market. The curiously, however, is that this project was closed in a drawer for four years. Taking away the rumors until the international monetary situation was restored, a prototype of the Speedster re-emerged in time to be presented at the Frankfurt Motor Show in 1987. Since 1988 started the production and in 1993 will start a second series. The production included two versions, the regular and the “turbo look”, the engine is a 3.2 liter 231 horsepower that could push the car up to 245 km / h.

The most popular and therefore the one with the most pieces produced, it was the Turbo Look realized in 1910 compared with 190 of the regular (narrow). Today on the collectors’ market is the regular version to have acquired a greater value, obviously because of its greater rarity. Looking today a turbo look of the first generation, you will be fascinated by the classic five-spoke wheels and bumpers with rubber protectors on the Carrera adopted as far back as 1973. Even the driving experience is more engaging than the Carrera, thanks to the stiffer body and less wind protection offer unforgettable sensations. This edition like the 50’s meant to be used on sunny days; the difficult task which you are forced to pull off the hood does not pay the driver from water seepage always possible in a car like this.

In 1993 was inaugurated the second series (964 Speedster), almost all in the narrow version (normal). Needless to say, they are all sold out immediately. The difference with the first series is represented mainly by the power steering and electric windows that add a bit ‘of comfort to the driver. The engine, however, is a fabulous 6-cylinder 3.6-liter 250-horsepower and 260 km / h top speed. The transmission is manual but it was also available Tiptronic. More than ever in this second version, the Speedster is a thoroughbred but easier to tame. Only 936 units of this supercar were sold to the world and only 427 in the United States, needless to say that it’s price is surely destined to rise…

Acknoledgments: Massimo Razzano, M. D.

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