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The Non-Catholic Cemetery in Rome

IMG_8975 1Il cimitero dei protestanti di Roma è considerato uno dei più belli e suggestivi del mondo. Rispetto al Pere Lachaise di Parigi (di epoca napoleonica) si distingue per la presenza costante di testimonianze storiche più lontane nel tempo, come d’altra parte solo nella città eterna se ne possono conservare. Detto cimitero “acattolico” o “cimitero degli acattolici al Testaccio”, oggi nel linguaggio corrente viene spesso chiamato protestante o inglese, talvolta cimitero degli artisti e dei poeti. Testaccio è il nome del colle adiacente formatosi con l’accumularsi dei cocci di anfore vinarie e olearie provenienti dal porto di Roma nei pressi di Ostia.

Secondo lo statuto del 1921 il cimitero ha lo scopo di assicurare l’inumazione ad un certo numero di cittadini stranieri di confessione protestante o greco scismatica. Nel 1953 la dizione “cittadini di confessione protestante” fu sostituita con “cittadini acattolici” per permettere un’interpretazione più larga delle norme statutarie. Oggi è consentito anche ai cattolici l’inumazione in tombe appartenenti a familiari di diverse confessioni. Quasi 4000 persone dormono qui l’ultimo sonno, inglesi e tedeschi in maggioranza ma anche molti americani, scandinavi, russi, greci ed altri ancora da paesi orientali.

Sorprendente è pure il numero degli italiani, persone in massima parte desiderose di riposare accanto ai propri familiari. Ciò sottolinea quanto per gli italiani i legami di sangue uniscono forse più di quanto la diversità di religione non divida.

Il cimitero sorge nei pressi della piramide di Caio Cestio. Essa è incorporata nelle mura aureliane dal 275 d.C. e fu edificata, secondo un’iscrizione, in 330 giorni in memoria del pretore e tribuno Caio Cestio Epulo che visse nella seconda metà del primo secolo avanti Cristo. Il titolo Epulo gli deriva dall’appartenenza al sacro collegio dei septemviri epulorum cioè coloro che erano preposti ai banchetti sacri. A pochi decine di metri è visibile la Porta S. Paolo, ex Porta Ostiensis, poiché da lì iniziava, e tuttora inizia, la via Ostiense, la strada che collega Roma ad Ostia e quindi al suo antico porto. All’epoca del martirio di S. Paolo (vittima delle persecuzioni di Nerone 64-67 d.C.) la piramide Cestia era già lì, testimone solenne, oggi come allora, di innumerevoli eventi storici.

Prima che si potesse utilizzare la zona intorno alla piramide non si sa come e dove esattamente fossero inumati gli acattolici. Sembra che talvolta venissero sepolti presso le antiche mura della città, nella zona del muro torto da esempio, in un’area frequentata da prostitute, anche esse destinate ad una sepoltura al di fuori della terra benedetta.

La prima persona di cui si ha notizia che fu sepolta nel cimitero, è uno studente di venticinque anni di Oxford di nome Langton. Lo sfortunato studente morì nel 1765 cadendo dalla sua carrozza sulla via Flaminia. Si ritiene che fu questa sua fine a far nascere la storia del giovane Patrizio che in un colloquio con il Papa avesse espresso il suo entusiasmo per Roma ed il desiderio ardente di essere sepolto all’ombra della piramide di Cestia. Desiderio esaudito dal Papa con la fondazione del cimitero stesso.

In passato era proibito l’uso di croci sulle tombe e fino al 1870 anche di ogni sorta di epigrafi accennanti alla beatitudine eterna perché le autorità ecclesiastiche non ammettevano che si potesse avere salvezza per chi morisse adulto fuori dalla fede cattolica. Dopo il 1870 questa censura terminò.

Molti sono gli artisti che riposano qui, tra questi i più noti sono Keats e Shelley lei le cui tombe, mete di pellegrinaggio per tanti inglesi, sono oggetto di particolare cura da parte della Keats-Shelley Memorial Association. Sembra quasi che la breve vita di quei due poeti e la tragica morte attirino i visitatori non meno che i loro scritti. John Keats venuto a Roma, gravemente malato di tubercolosi, nel settembre del 1820 e qui morto solo quattro mesi dopo a ventisei anni, riposa accanto al fedele amico e pittore J. Severn. Celebri sono i versi che il giovane poeta inglese volle che fossero scritti sulla sua lapide e che oggi ne identificano inequivocabilmente l’identità.

Le ceneri di Percy Shelley sono sepolte poco distante addossate alle mura in cima al declivio che contraddistingue tutto il cimitero. Il suo cuore, invece, venne estratto quasi intatto dalla pira che ne bruciò il corpo riemerso dieci giorni dopo il naufragio che lo uccise difronte a Viareggio. Sarà custodito da Mary Shelley fino al giorno della morte di lei.

L’epigrafe, in riferimento alla sua morte in mare, riprende tre versi dalla Tempesta di Shakespeare: Nothing of him that doth fade / but doth suffer a sea change / into something rich and strange («Niente di lui si dissolve / ma subisce una metamorfosi marina / per divenire qualcosa di ricco e strano»). I viareggini, a quel tempo superstiziosi e molto cattolici, non gradirono quello che ai loro occhi era un “rito pagano” (allora la Chiesa proibiva la cremazione), perdipiù per una persona straniera e non credente.

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http://www.cemeteryrome.it/about/about.html


Rome’s Non-Catholic Cemetery contains possibly the highest density of famous and important graves anywhere in the world. It is the final resting-place of the poets Shelley and Keats, of many painters, sculptors and authors, a number of scholars, several diplomats, Goethe’s only son, and Antonio Gramsci, a founding father of European Communism, to name only a few.

The cemetery of the Protestant Rome is considered one of the most beautiful and evocative of the world. Compared to Pere Lachaise (Napoleonic era) is characterized by the constant presence of historical evidence more distant in time, as on the other hand only the eternal city can get. It’s called cemetery “non-Catholic” or “non-Catholic cemetery in Testaccio.” Today in the current language is often called the Protestant or English, sometimes cemetery of artists and poets.

Testaccio is the name of the hill adjacent formed by the accumulation of amphorae fragments from the near port of Rome.

According to the Statute of the cemetery in 1921 aims to ensure the burial to a number of foreign citizens of Protestant confession or greek schismatic. In 1953 the term “citizens of Protestant confession” was replaced with “non-Catholic citizens” to allow a more generous interpretation of the statutory provisions. Today is also allowed to Catholics in the burial tombs belonging to different denominations family.

Almost 4000 rest here the last sleep, English and German in majority but also many Americans, Scandinavians, Russians and Greeks and others from eastern countries.

Surprising is also the number of Italians, mostly people wanting to rest next to his family. This underlines how Italians are united perhaps more than the diversity of religion does not divide.

The cemetery is located near the pyramid of Caius Cestius. Incorporated in the Aurelian Walls in 275 AD, was built, according to an inscription, in 330 days in memory of the magistrate and tribune Caius Cestius Epulo who lived in the second half of the first century BC. The title Epulo derives from belonging to the Sacred College of septemviri epulorum, those who were in charge of the sacred banquets. A few of meters aside there is the gate of St. Paul, former Porta Ostiensis, because from there began, and still begins, the Via Ostiense, the road that connects Rome to Ostia and then to its old harbor. At the time of the martyrdom of St. Paul (victim of the persecutions of Nero 64-67 AD), the Pyramid of Cestius was already there, as a solemn witness, now as then, of countless historical events.

Before it could be possible to use the area around the pyramid nobody knows where exactly the non-Catholics were buried. It seems that they were buried at the old city walls, in the area of ​​the old wall “Muro torto”, in an area frequented by prostitutes, they also were intended for a burial outside the blessed land.

The first who was buried in the cemetery, is twenty-five years old student of Oxford named Langton. The unfortunate student died in 1765 falling from his carriage on the Via Flaminia. It is believed that this caused the story of the young man that in an interview with the Pope had expressed his enthusiasm for Rome and a burning desire to be buried in the shadow of the Pyramid of Cestius. Wish granted by the Pope with the founding of the cemetery itself.

In the past it was forbidden the use of crosses on the graves and until 1870 also all sorts of inscriptions about the eternal bliss because the church authorities did not admit that people might have salvation for those who die adult outside the Catholic faith. After 1870 this censorship ended.

Many artists rest here, among these the best known are Keats and Shelley and whose graves are the subject of special attention by the Keats-Shelley Memorial Association. It seems that the short life of these two poets and the tragic death attract visitors not less that their writings.

John Keats came to Rome, seriously ill with tuberculosis, in September of 1820 and died here only four months after twenty-six years old, rests next to his faithful friend J. Severn. Famous are the verses that the young English poet wanted that were written on his tombstone and who today identify unequivocally the identity.

Percy Shelley’s ashes are buried not far leaning against the walls on top of the slope that characterizes the entire cemetery. His heart, however, was extracted almost intact from the pyre that burned the body surfaced ten days after the wreck that killed him in front of Viareggio. Will be guarded by Mary Shelley until the day of her death.

The inscription, in reference to his death at sea, takes three verses from Shakespeare’s Tempest: Nothing of him That doth fade / but doth suffer a sea change / Into something rich and strange. The people of Viareggio, at that time, were very superstitious Catholics, and they did not like what at their eyes was a “pagan” (then the Church forbade cremation), a foreign person and a non-believer.

http://www.cemeteryrome.it/about/about.html

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