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Christie’s | Nick Foulkes parla del Patek Philippe Nautilus

 

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Il Patek Philippe Nautilus è un orologio che Nick Foulkes ama e ha conosciuto per molti anni. “Sono ancora colpito dalla sua fierezza”, afferma l’autore, giornalista e direttore di On Time, supplemento orologiero semestrale di Vanity Fair.

Foulkes ci confida che il suo interesse per gli orologi ha avuto inizio negli anni ’70. “Mi piacciono come oggetti del passato. Tutto stava diventando elettrico, digitale e al quarzo, quando per pochi soldi ho potuto acquistare un orologio meccanico con una splendida patina, come se provenisse da un altro tempo. Nessuno allora avrebbe immaginato che questi complicati segnatempo avrebbero dato inizio alla loro rinascita proprio in quel momento”.

Il Nautilus è stato lanciato nel 1976, proprio quando l’industria orologiera stava entrando nel suo periodo più nero, noto come “The Quartz crisis”. E ‘stato un orologio che ha sfidato il pensiero contemporaneo e che ha segnato una nuova era. La caratteristica principale del Nautilus non era semplicemente che fosse in acciaio, ma che Patek Philippe l’avesse concepito in acciaio. “Il concetto di un orologio di lusso all’epoca corrispondeva ad un oggetto sottile, rotondo e in oro. Il Nautilus non era certo appariscente ma era diverso e conquistò il mondo rivoluzionando l’idea stessa della sua categoria”.

Foulkes descrive il Nautilus come un orologio che insiste quasi completamente nel suo design, con la sua cassa integrata nel bracciale ed il suo celebre quadrante incorniciato da un oblò. “Se siete in viaggio per 200 o 300 giorni all’anno e non potete portare i vostri Picasso con voi potete almeno gioire di un paio di questi segnatempo. Li trovo oggetti molto coinvolgenti”, conclude. “Ritengo che siano vere e proprie opere d’arte”.

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